Viaggio dei magi

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Fonte www.diesse.org[>>]
Il viaggio dei Re Magi – Milano/Colonia, A.D. 1164
Alle radici dell’idea di Europa
L’ultima notizia certa che abbiamo circa i Re Magi ci informa che, dopo aver trovato Gesù Bambino, per altra strada ritornarono alle loro terre: è quanto ci dice Matteo, l’unico degli evangelisti che parla di questi personaggi fornendoci le poche informazioni certe che abbiamo al loro riguardo. Matteo tuttavia non ci dice da dove venivano, limitandosi a parlare di “oriente”, quanti erano, come si chiamavano, come seppero che quella stella era la “sua” stella, per usare l’aggettivo che compare nel testo evangelico.
Sui Re Magi sorsero ben presto leggende e tradizioni sulla cui veridicità e sui fondamenti delle quali non abbiamo né certezze né indizi sicuri: non possiamo tuttavia liquidare questo patrimonio di notizie come infondate tout court , perché la loro antichità e certi aspetti di plausibilità ce le fanno apparire quanto meno probabili o verosimili.
Fu Giovanni di Hildesheim, carmelitano che scrisse fra il 1364 e il ’75 la Historia Trium Regum, a raccogliere in questa opera il compendio di quanto era stato accolto nella cultura europea della vastissima letteratura più o meno fantasiosa sui Tre Re. Circolarono così nella cristianità i nomi dei Re Magi, le loro età, i loro paesi di origine e soprattutto le loro vicende, o presunte tali, dopo il loro ritorno in oriente. Si racconta, infatti, che questi personaggi, folgorati dalla manifestazione divina nella stalla della Natività, tornati ai loro paesi vissero  cristianamente e quando S. Tommaso andò a evangelizzare i popoli orientali li incontrò, li battezzò e li consacrò vescovi nelle rispettive comunità. I tre vescovi vissero a lungo e alla loro morte, avvenuta a brevissima distanza l’uno dall’altro, furono sepolti insieme e poco dopo proclamati santi.
Durante le sue ricognizioni in Terra Santa, S. Elena, madre dell’imperatore Costantino, oltre ad aver ritrovato i legni della vera Croce e il luogo della crocifissione, ebbe anche la ventura di ritrovare le sepolture dei Re Magi, i cui corpi incorrotti furono traslati a Costantinopoli nella basilica di S. Sofia.
Sicuramente prima del VII secolo queste reliquie furono portate a Milano, in seguito alla donazione che l’imperatore di Bisanzio fece al vescovo milanese Eustorgio. Il viaggio di queste reliquie, avventuroso e per certi aspetti miracoloso, si concluse con la loro collocazione nella basilica milanese che poi prese nome di S. Eustorgio e che da tempi antichissimi era chiamata la chiesa dei Santi Re.
Siamo entrati ormai nel campo delle notizie storiche. La permanenza a Milano delle reliquie dei Tre Re durò fino al 1164, anno in cui Federico Barbarossa, dopo aver distrutto la città, la volle ulteriormente punire e umiliare privandola dei santi cimeli. L’imperatore dette ordine al suo cancelliere Rainaldo di Dassel, vescovo di Colonia, di trasportare in Germania le sante reliquie e di collocarle nel duomo di Colonia. All’imperatore non premeva solo il possesso delle reliquie, ma stava a cuore soprattutto nobilitare le sue terre di origine con la presenza di un sicuro richiamo devozionale e indirettamente legittimare la sua autorità con il controllo diretto sulla chiesa in cui erano conservati i corpi dei primi santi re della cristianità.
Il viaggio di Rainaldo di Dassel è stato oggetto di congetture e di ipotesi, ma ormai si è affermata l’idea che il percorso compiuto abbia toccato dapprima Pavia, poi Vercelli (da cui Rinaldo scisse una lettera in cui si accenna alla traslazione), poi attraverso la Val di Susa abbia attraversato la Savoia e, dopo una tappa a Chambery, abbia fatto sosta a Vienne, dove il vescovo di Colonia partecipò ad un locale concilio. Il convoglio si diresse poi in Borgogna e da qui, oltrepassata Besançon, verso le terre alsaziane dove il Reno offriva una comoda via d’acqua fino alle vicinanze di Colonia.
I milanesi ricordarono per molti anni i Re Magi con processioni e con sacre rappresentazioni, ma ben presto cominciarono anche a percorrere la strada da Milano a Colonia per andare a ritrovare le loro perdute reliquie, inaugurando così una via di pellegrinaggio che fu nota come “il viaggio dei Re Magi”. Per brevità di percorso questa via non seguiva i tortuosi itinerari di Rainaldo di Dassel, ma attraverso il S. Gottardo o lo Spluga, dopo aver toccato i cantoni della Svizzera centrale e la Foresta Nera, puntava direttamente sulla valle del Reno e su Colonia.
L’UCIIM dal 2 al 13 agosto 2002 organizza un viaggio su questi itinerari, alla scoperta delle tracce ancora esistenti di queste vicende, che hanno lasciato ricordi nella toponomastica, nell’arte, nella liturgia e in molti settori. Il viaggio ci consentirà non solo di ripercorrere i luoghi dove si svolse un’importante pagina di storia, ma anche di visitare zone molto belle e città di grande interesse: oltre a Colonia passeremo da Strasburgo, da Colmar, da Aquisgrana, da Coira e da Sciaffusa, attraverseremo regioni di grande significato paesaggistico come la Savoia, La Borgogna, l’Alsazia e la valle del Reno.
Inoltre, perché il viaggio non si esaurisca solo nelle dimensioni storica e turistica, avremo la possibilità di soffermarci in luoghi dalle molte valenze spirituali, come Taizé e Cluny, e di intepretare il nostro andare come una forma di moderno pellegrinaggio sostenuto dalle motivazioni che il nostro Consulente don Carlo Nanni saprà progressivamente suggerirci.
Non dimentichiamo infine che questo è l’anno dell’euro, una data certamente storica nel processo di costruzione dell’Europa, e che il nostro viaggio ci offrirà l’opportunità di riflettere anche su queste tematiche. Saremo, infatti, ricevuti a Strasburgo nella sede del parlamento europeo e andremo a Maastricht, in Olanda, dove fu firmato il famoso trattato. A queste mete può essere avvicinata la città di Aquisgrana, dove annualmente si assegna un premio all’uomo politico che maggiormente si è impegnato per l’Europa e dove si trova la tomba di Carlo Magno, personaggio che non a torto può essere considerato uno dei primi costruttori di quell’idea d’Europa che a distanza di secoli siamo ancora  impegnati a realizzare.


   
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