Padre Kolping, la santità nel sociale
Don Josef Funk, del Comitato della Gmg: “Esempio di quell’adulto che sta vicino al giovane in difficoltà”.
Eccoci infine al testimone della Gmg più vicino a noi, in ordine di tempo e forse anche di sensibilità: un santo moderno, il beato Adolph Kolping, capace di prendere di petto le contraddizioni della Rivoluzione industriale per innervarle con il succo del Vangelo: Dio che si fa prossimo all’uomo e in Gesù ci offre il modello di essere noi per gli altri strumenti di carità. E come ricordò il Papa a Colonia nel 1980, lo slogan di Kolping è e resta ancora efficace: “Ogni singolo cristiano cambia il mondo, se vive cristianamente”.
È proprio questa la caratteristica più attuale ed eloquente del sacerdote di Colonia che don Josef Funk, il quale cura nel Comitato della Gmg di Colonia le figure dei Testimoni della Giornata mondiale, mette in risalto in questa intervista.
Padre Funk, quale la caratteristica particolare di Kolping?
Adolph veniva da una famiglia molto povera; a 13 anni doveva imparare il mestiere di calzolaio; finito il tirocinio, si trovava in giro per cercare lavoro. Fu allora che vide con i suoi occhi la povertà e le difficoltà dei ragazzi che cercavano lavoro. Pian piano andrò formandosi la sua idea per i giovani del tempo: non devono avere solo di un alloggio, un posto dove vivere, ma di un luogo con una bella atmosfera, per sentirsi come in famiglia. Credeva nel buono che i giovani lavoratori avevano in se stessi e così si è preso cura di loro.
Quale il segreto spirituale di questo prete fra i lavoratori?
Rispondo ricordando le parole del cardinale Meisner di Colonia: “Kolping sapeva che il vangelo non è una lettura per i filosofi, ma un’istruzione per seguire Gesú. Faceva quello che poteva fare e ha pregato per ciò che non poteva fare. Senza tanto rumore e pubblicità, ma con un grande amore ha cambiato il mondo del lavoro”. Kolping aveva un’idea nel cuore, che si potrebbe riassumere cosí: un giovane deve essere un fedele cristiano, un bravo lavoratore, un buon padre di delle famiglia, un uomo consapevole della propria responsabilità di cittadino.
Quale il centro della sua predicazione ai giovani?
Nelle difficoltà della Rivoluzione industriale tanti ragazzi si trovavano per strada, senza lavoro; durante il loro tirocinio erano senza famiglia. Padre Kolping è stato per loro come un padre, lo chiamavano “Padre”, perchè aveva cura di loro. Il suo motto, “L’amore santifica piaghe, le sole parole aumentano il dolore” è importante anche oggi per tutti i giovani che non trovano lavoro e spesso sono dimenticati dai adulti.
In che senso l’esempio di padre Kolping è importante per oggi?
Kolping aveva una visione precisa per la vita dei suoi ragazzi: il fondamento dell’amicizia con Gesú, una buona educazione e la possibilità di continuare la propria formazione. Questo amore per il giovane e il suo bene, e la visione pedagogica cristiana di Kolping sono attraenti anche oggi.
Lorenzo Fazzini
Kolping: prete, educatore, testimone, santo
La sua opera resta ancora viva in 57 Paesi del mondo.
Il figlio di un pastore, nato a Kerpen – presso Colonia – nel 1813 non aveva alcuna prospettiva di un’agognata formazione accademica: per questo imparò il mestiere di calzolaio. Ma nell’inquietudine del suo cuore riconobbe la sua vocazione: servire Dio e gli uomini come sacerdote. E Dio allora intervenne nella vita del giovane calzolaio! Adolph intraprese lo studio della teologia e iniziò con determinazione i suoi studi a Monaco ed a Bonn. Fu consacrato sacerdote il 13 aprile 1845 nella chiesa Minoriten a Colonia.
Durante la sua attività come cappellano ad Elberfeld Dio aprì gli occhi al giovane sacerdote riguardo la sua vera vocazione.
La Rivoluzione industriale del XIX° secolo aveva fatto cadere in miseria gran parte dei lavoratori ed artigiani: orari di lavoro troppo lunghi, nessuna assicurazione sociale e crescente abbrutimento tra i giovani. Queste osservazioni non lasciarono in pace il giovane prete Adolph Kolping.
Un gruppo di giovani artigiani lo scelse come guida spirituale. Egli utilizzò tutte le sue forze nel seguire questi giovani, l aiutò attivamente a diventare nel loro mestiere buoni cristiani. Per poter essere meglio vicino ai giovani operai ed artigiani, fonda nel 1850, a Colonia, il “Gesellenverein” (Associazione artigiana).
Kolping era del parere che i giovani dovevano comprendere la loro responsabilità verso la società, per essere così la “luce del mondo” e il “sale della terra”. Egli considerò la solidarietà in tutti gli ambiti della vita come realizzazione del comandamento cristiano dell’amore verso il prossimo. Il suo impianto educativo si basava su 3 convinzioni: il giovane deve essere educato all’amore verso la famiglia, verso il lavoro e verso il proprio popolo e Paese.
Kolping morì a Colonia il 4 dicembre 1865. Dio diede la sua benedizione alla sua opera: oggi il beato Adolph Kolping è conosciuto come instancabile padre spirituale in 57 paesi e tutti e cinque i continenti. Giovanni Paolo II lo ha beatificato nel 1991: la sua memoria liturgica si celebra il 4 dicembre.
RIFERIMENTI PER CHI VUOLE APPROFONDIRE:
Ø Il Papa ha parlato di lui durante la sua visita pastorale in Germania nel 1980. Interessante il parallelo Marx – Kolping – coevi per attività, per giunta nella stessa città di Colonia – fatto dal Papa nel suo discorso. Questo il link dove trovare questo testo:
Ø Esiste un’Associazione giovanile internazionale intitolata al beato Kolping; eccola su internet www.kolpingjugend.de